PILLOLE DI STORIA : DECORAZIONE

Aggiornato il: gen 13




Per cominciare un’attività artistica è fondamentale capire di cosa stiamo parlando e su quale terreno camminiamo.


E' importante capire cosa è la decorazione, come nasce il concetto di arte applicata o arte minore e che cosa la distingue, (se c’è distinzione), dall’Arte con la A maiuscola.


Arte decorativa - Arte applicata :

Le Arti decorative fanno parte della famiglia delle arti applicate e sono una serie di discipline artistiche figurative tradizionalmente legate alla realizzazione di decorazioni d’oggetti."


"La Decorazione è costituita da elementi - ornati - che servono ad abbellire e comprende vari campi: dall’architettura, al design, al restauro, alle ceramiche, alla pittura muraria, al tromp l’oeil, bassorilievi, oreficeria, mosaico, moda ecc…


La Decorazione è una forma di arte applicata, chiamata minore nell’antichità, che rende gli oggetti, gli arredi, i tessuti esteticamente gradevoli e si distingue dalle belle arti che invece mira a fornire stimoli intellettuali ed estetici piuttosto che funzionali.


Nei cenni storici del “Professor Renato Barilli “ si legge che, la nascita del termine di arte applicata o arte minore avviene nel medioevo ai tempi di Dante tra il XIII e XIV secolo, dove le arti maggiori erano lavori di natura intellettuale, fondata sull’uso delle lettere e quindi a chi sapeva parlare e leggere il latino: notai, medici e farmacisti. Mentre le arti minori erano fondate su arti manuali o servili fatte cioè da servi. Pittori, scultori, decoratori, artigiani…


Nel rinascimento avviene un cambiamento.

In epoca di grandi pittori come Leonardo, Michelangelo, Raffaello noti per la loro bravura era ancora in vigore la legge per cui gli artisti non letterati non potevano essere invitati a corte, perché ritenuti non intellettuali e praticanti di arti minori.

Ma la storia è testimone del grande cambiamento.


La pittura, la scultura e l’architettura assumeranno la dignità di arti maggiori perché nobile è il loro compito di rappresentare nel modo più preciso la realtà esterna ponendo al centro di essa l’uomo preso nelle sue manifestazioni superiori a livello di classe dirigente: nobili, alto clero, grandi borghesi, chi si era fatto strada nei commerci e nelle banche.


Nel ‘600 e nel ‘700 i pittori e scultori erano ormai noti e riconosciuti come Artisti quindi gli artigiani erano costretti ad essere rappresentanti delle arti minori, perché non rientravano nei canoni predetti. Cominciarono quindi a nascondere le vere nature dei materiali semplici, impiegati per la lavorazione dei loro manufatti, come nel caso degli arazzi o delle ceramiche di Sèvres. Lavoravano con acutezza per far sì che questi oggetti prendessero la parvenza delle realizzazioni affidate ai mezzi puri e rigorosi della tela dipinta o della scultura marmo-bronzo, distinguendo così anche tra le merci artigianali quelle che erano opere d’arte dalle opere commerciali.


Poi con l’avvento della rivoluzione industriale e la nascita delle macchine comincia una distinzione netta tra il lavoro meccanico e quello manuale artigianale. Si può osservare la nascita delle carte da parati con motivi ornamentali ripetitivi, pattern, pronti ad essere moltiplicati per esaudire le richieste del mercato.


Ecco che avviene l'ennesimo cambiamento di figura!

Mentre l’artigiano interviene secondo una logica unitaria, dove l’abilità manuale-muscolare agisce in stretto accordo con l’intelligenza, l’immaginazione e in definitiva la funzione, rivolta a conseguire l’utile conciliato con il bello. L’operaio è privato dei compiti intellettivi e immaginativi, costretto a iterare meccanicamente il medesimo gesto e ridotto come figura alla condizione di squallido meccanismo ripetitivo.


L’invenzione gutemberghiana porta le “macchine” al livello di tipografia nel campo letterario mentre, contemporaneamente le arti si sviluppano in stili sofisticati come gli impressionisti e i vari stili contemporanei. Insomma una sorta di netta distinzione non più tra servi e letterati ma operai, artigiani e artisti.


Le varie ricerche pittoriche che si susseguirono e che sfociarono nel contemporaneo astratto si distinsero così dalle arti applicate che rimasero, per un certo periodo, legate alla rappresentazione della natura prevalentemente floreale, bucolica...


Ad oggi rimane la distinzione tra Arte e arti applicate come la decorazione, proprio per il suo concetto di partenza delle rappresentazioni, dove l’Arte mira a stimoli intellettuali ed estetici, le arti applicate come le decorazioni mirano a estetiche funzionali o di uso come per oggettistica, design ecc… ”


Arte minore / arte maggiore, arte industriale / artigianato, fatto a regola d’arte / fatto ad arte.


Artigiani e Artisti… Artisti e Artigiani… una storia che muta, si intreccia e si ripete ma la sintesi non cambia!


Le arti applicate sono comunque una forma creativa di tutto rispetto, l’importante è saperle trasmutare in "Arte" con le regole coniate dai Maestri del passato, che hanno fatto la storia e che con intelligenza hanno cambiato il valore del proprio lavoro creando un "precedente" che diventa la chiave di accesso alla "Galleria"!


“Mano – Mente – Anima”


Siamo nel secolo ventunesimo e la distinzione rimane ancora viva e selettiva erroneamente nella testa delle persone, però ora solo tra due categorie:

Artista o Artigiano?

Dipende da te e dal modo di porti difronte ad un tipo di lavoro.


Li accumuna, oggi, un destino che è in bilico, riservato e ristretto, per il poco interesse verso il mondo artistico in generale. L’artigianato sta morendo e gli artisti sono alla mercé dei critici e del mercato corrente, sempre in diminuzione.


Con l’avvento del computer le arti multimediali sono probabilmente l'evoluzione del futuro.


La cosa comunque importante è mantenere vivo l’interesse , riscoprire le capacità manuali che sono l'eredità dl genere umano.


Il ventunesimo secolo lo considero un’era di grandissimo cambiamento.

Senza fare nessuna distinzione, ma ammirare e studiare ciò che è stato creato nei secoli precedenti da mani esperte e meravigliose, deve diventare il punto di partenza per la ricerca di nuovi stimoli, nuove tecniche, nuovi modi di rappresentazione del mondo che ci circonda e del periodo storico che viviamo. Di qualunque Arte si parli!


La decorazione diventa così, per me, un accesso al mondo artistico a portata di tutti.

Proprio per la sua natura umile, giocosa e più leggera può diventare la porta per entrare nel mondo della creatività a tutto tondo.


Chi vuole iniziare il proprio percorso artistico, ma ha timore e timidezza, può semplicemente cominciare ad allenare mano e occhio con questa materia. Infatti ti insegna ad osservare, a disegnare, a conoscere le proporzioni, a equilibrare gli spazi, le luci, le ombre, semplicemente con segni delicati e armoniosi. Può essere una risorsa per entrare a contatto con la Fantasia Pura, L'infinta Creatività, allenandoti al Rigore.


All’interno della decorazione si nascondono:

disegno e manualità,

osservazione ed educazione visiva,

pensiero comunicativo,

studio delle proporzioni e composizioni,

coerenza, ritmo, equilibrio.


Oggi ho coniato la parola "Decorazione Creativa" come unione di arti differenti.

È un concentrato di tecniche e di rielaborazione creativa e intellettuale.

Liberandosi dalle costruzioni mentali, sia moderne che antiche, che incasellano le varie pratiche artistiche in nicchie anche esclusive, si ha una rivoluzione di pensiero e un approccio artistico estetico libero, semplice e dinamico. Unite fra loro, le varie arti, realizzano immagini emotive ed empatiche di grande effetto e di grande stimolo intellettuale, un mezzo di comunicazione potente!

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